11/15/2010

Cinque domande a ...

Joshua Bamfield, Direttore Esecutivo del Centro di Ricerche per il Retail

Professor Joshua Bamfield è l'autore del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, l'unica ricerca al mondo che fornisce dati statistici, del settore retail, sulle differenze inventariali e la prevenzione delle perdite. Esperto riconosciuto del settore retail, ha pubblicato relazioni, articoli e libri su numerosi argomenti del settore. Il Centro di Ricerca per il Retail si è evoluto da un centro di ricerca universitaria, e fornisce studi su richiesta riguardanti i trend, il crimine, e le tendenze economiche che interessano i retailier. Il professor Bamfield ha lavorato con importanti aziende e fornitori nel settore retail, in Europa e negli Stati Uniti. E' membro della Worshipful, Azienda di Professionisti della Sicurezza, socio della Royal Statistical Society, membro della British Computer Society e del comitato di redazione della rivista accademica Americana, Security Journal. In precedenza è stato a capo della Business School presso l'Università di Northampton.

Sono in pochi quelli che come Joshua Bamfield hanno il privilegio di ricoprire la singolare posizione di osservatore delle differenze inventariali globali. Il Professor Bamfield è il direttore esecutivo del Centro di Ricerca per il Retail e ha diretto le attività di quest'organizzazione, finalizzate a quantificare il problema delle differenze inventariali nel retail. Il Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, una pubblicazione annuale del Centro, è un'opera approfondita e autorevole che valuta le differenze inventariali dei vari settori e paesi, e rappresenta uno degli esempi più importanti del lavoro del Professor Bamfield.

D: Qual è la questione principale che si evince dal Barometro Mondiale dei Furti nel Retail?

R: I retailer si sono ampiamente ripresi dal brusco aumento delle differenze inventariali registrato lo scorso anno, soprattutto concentrandosi sulle cause del taccheggio e sulle soluzioni per prevenirlo. Lo studio mette anche in evidenza che i retailer stanno dedicando maggior tempo alla gestione delle differenze inventariali che non dipendono dai furti, tra cui la gestione degli errori o delle inesattezze amministrative. L'opinione comune è che i retailer di maggior successo sono quelli che hanno una buona gestione, dedicata a riflettere attentamente sulla natura dei loro problemi legati alle differenze inventariali e ad esplorare nuove soluzioni.

D: Quali sono le migliori opportunità di rendimento del capitale investito (ROI) per le spese dedicate alla prevenzione delle perdite?

R: Esistono certamente differenze tra i retailer, a seconda delle loro strategie e problemi. In generale, però, i sistemi di prevenzione delle perdite sembrano produrre un miglior rendimento del capitale investito rispetto alle somme non destinate alle attrezzature, come le spese per i dipendenti a contratto. È importante innanzitutto concentrarsi sugli articoli più rubati, poiché la riduzione dei furti in quell'ambito darà benefici immediati. Ma i ladri sono furbi: non appena le linee di prodotti più rubati saranno protette, è molto probabile che essi inizieranno ad attaccarne altre. Quindi, è necessario giocare d'anticipo per essere sicuri di ottenere il massimo dai propri investimenti.

D: Esiste un legame tra gli investimenti di capitale dei retailer per la prevenzione delle perdite e le loro percentuali di differenze inventariali?

R: I manager che si occupano di prevenzione delle perdite devono costantemente giustificare le loro spese. Il Barometro Mondiale dei Furti nel Retail dimostra l'esistenza di un legame tra gli investimenti di capitale e la riduzione delle differenze inventariali, che dipende tuttavia dall'approccio generale che l'azienda assume nei confronti delle differenze inventariali. Può capitare che alcune aziende facciano investimenti adeguati per la gestione delle differenze inventariali, non traendone tuttavia necessariamente pieni benefici, a causa di imperfezioni nei processi di prevenzione o gestione delle differenze inventariali.

D: Quali sono i settori che rischiano di subire un aumento delle differenze inventariali nei prossimi anni e perché?

R: L'anno scorso, il rischio è aumentato in tutti i settori a causa dell'indebolimento dell'economia. I maggiori retailer, con punti vendita più grandi, faranno sicuramente registrare dati migliori con la ripresa dell'economia, semplicemente perché i loro budget per la prevenzione delle perdite sono più alti e andranno aumentando. I punti vendita delle aree urbane corrono ovviamente i rischi maggiori, dato che in generale il tasso di criminalità è più alto in queste zone. Il retail online è un altro settore con potenziali problemi, che sta facendo registrare un aumento notevole del numero di frodi. Tuttavia, il settore che continuerà probabilmente ad essere soggetto all'aumento delle differenze inventariali è quello dei negozi di ferramenta, ricambi auto e fai da te, che vendono una vasta gamma di articoli. Queste tipologie di negozio attirano una gran varietà di persone, e forniscono ai ladri numerosi "obiettivi", a causa della diversità di prodotti offerti. In questo settore, gli investimenti per la gestione delle differenze inventariali stanno diventando più consistenti, tuttavia i progressi fatti finora non sono sufficienti.

D: Che cosa dovrebbe fare un abile retailer per ottenere una collaborazione migliore con i propri fornitori finalizzata alla riduzione delle differenze inventariali?

R: Negli ultimi anni, i retailer hanno fatto registrare un aumento delle differenze inventariali in aree diverse dai loro negozi e magazzini. Le differenze inventariali si verificano anche nelle supply chain, perciò i retailer hanno bisogno di migliorare la collaborazione con i propri fornitori, allo scopo di adottare metodi innovativi di protezione dei prodotti, tra cui nuove modalità di confezionamento. Anche l'utilizzo dell'etichettatura alla fonte EAS è in crescita, ed è probabile che questa tendenza continui man mano che aumenta la diffusione della tecnologia RFID come metodo per l'etichettatura di un maggior numero di prodotti nella fase iniziale del processo.